Dal periodo comunale ad oggi - La terrazza di Tuscania

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Dal periodo comunale ad oggi

Conoscere Tuscania > Un po' di storia
 

Nel XII secolo divenne Libero Comune esercitando il proprio dominio su di un vasto territorio che comprendeva numerosi castelli tra i quali quelli di Ancarano, Acquabona, Canino, Carcarella, Cellere, Montalto di Castro, Piansano e Tessennano. Nel XIII secolo il possesso della città rimase al centro delle lotte di potere fra l'impero ed il papato che portarono Federico II di Svevia a conquistarla entrando in città il 2 marzo del 1240 e la città a dotarsi di ampie mura che la proteggessero da attacchi esterni.

Nel 1222 il soggiorno di San Francesco d'Assisi a Tuscania diede avvio ad un periodo di forte ripresa del sentimento religioso cittadino ed alla costruzione di numerosi monasteri nel territorio circostante.

Le contese tra le famiglie di Guelfi e Ghibellini, l'occupazione subita e la crisi economica dovuta alla perdita di importanza della via Clodia diedero inizio ad un primo periodo di decadenza e di perdita di prestigio di Tuscania a favore della vicina Viterbo la quale era stata anch'essa elevata al rango di sede vescovile da Papa Celestino III, nel 1192.

All'inizio del XIV secolo risale inoltre il curioso cambio di nome della città: i termini della resa, conseguente alla fallita spedizione militare contro Papa Bonifacio VIII, imposero infatti, oltre al pagamento di un consistente tributo in grano, all'invio annuale di otto giocatori per le feste del Testaccio a Roma, all'asportazione della campana comunale e delle inferriate poste alle porte d'ingresso della città, anche il cambio del nome, in senso dispregiativo, da Tuscana a Tuscanella.

Durante il governo del legato pontificio cardinale Egidio Albornoz (inviato da Papa Innocenzo VI, tra il 1353 ed il 1367, a ripristinare il controllo pontificio sui territori della Chiesa nel corso della cattività avignonese) la città visse un periodo di tranquillità relativa, anche se non duratura.

Martino V, eletto papa al termine del Concilio di Costanza (che aveva messo fine allo Scisma d'Occidente), come riconoscimento della lealtà della città alla causa pontifica nominò Tuscania nel 1421 contea e ne diede l'investitura al capitano di ventura Angelo Broglio da Lavello detto il Tartaglia, colui il quale durante lo stesso Concilio di Costanza aveva assunto la carica di Rettore del Patrimonio della Chiesa: questi stabilì in città la propria residenza costruendovi alcuni edifici (ancor oggi è possibili ammirare la Torre del Lavello) e realizzandovi un'ampia piazza d'armi.

Sul finire del secolo, nel 1495, Tuscania fu saccheggiata dall'esercito francese di Carlo VIII il quale, proveniente da Firenze e diretto al sud per occupare il Regno di Napoli quale erede di Maria d'Angiò, trovò la città in gran parte sguarnita di difese: il cardinale Giovanni Vitelleschi da Corneto inviato da Papa Eugenio IV a sedare la lunga serie di lotte tra signorotti locali e le continue ribellioni della città (come quella del 1491 che aveva portato i tuscaniesi ad impiccare sul colle Rivellino il commissario pontificio Bernardone Della Posta per protestare contro le pesanti gabelle) nonché a restituire il possesso della stessa al papato aveva infatti, solo poco tempo prima, fatto radere al suolo la maggior parte delle fortificazioni difensive che si trovavano sul territorio tuscaniese.

In seguito a tale avvenimento ebbe inizio per Tuscania un periodo di lento declino che, nei secoli successivi, tenne la città ai margini degli avvenimenti storici più importanti: Tuscania seguì, senza più registrare avvenimenti degni di rilievo, le sorti dello Stato della Chiesa fino al 1870 e solo dopo l'Unità d'Italia cominciò, progressivamente, una relativa ripresa sociale ed economica.

Il 12 settembre 1911 un Regio Decreto restituì infine alla città il suo antico nome.

Alle 19:09 del 6 febbraio 1971 un terremoto semidistrusse Tuscania, provocando 31 morti, il lesionamento ed il crollo di molte case ed edifici tra i quali le chiese romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore che furono successivamente restaurate.

Nel 1997 il Lazio ha istituito, con la legge regionale 29, la "Riserva Naturale di Tuscania", di circa 2000 ettari.

 
 
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